Hotel Tirrenia a Viareggio

albergo 3 stelle a Viareggio - Hotel a pochi passi dalla spiaggia di Viareggio

Alpi Apuane

Le Alpi Apuane si distinguono dal vicino Appennino grazie alla morfologia assai aspra, con le loro valli profondamente incise ed i versanti imponenti e molto inclinati. Le Apuane sono conosciute per la bellezza dei propri marmi e per i profondi abissi e le grandi cavità del sottosuolo carsico.

La posizione geografica del massiccio, la sua esposizione e la diversa natura delle rocce determinano la presenza di ambienti quanto mai vari e contrastanti, che favoriscono la ricchezza floristica e faunistica del territorio.

Antro del Corchia

Il complesso del Monte Corchia, nel Parco Regionale delle Alpi Apuane, costituisce il sistema carsico più esteso d'Italia e uno tra i maggiori d'Europa, sviluppandosi per oltre 60 km di gallerie, con dislivelli di 1200 m e con cinque milioni di storia geologica alle spalle. Benché l'esplorazione della grotta, la terza per profondità in Italia, sia iniziata già nell'800, solo nel 2001 il grande pubblico ha potuto ammirarne le maestose colonne di stalattiti e stalagmiti, le colate, i crostoni ed anche le concrezioni subacquee come le “perle di grotta”.

Gli interventi per l'agibilità della grotta sono stati eseguiti nel rispetto dell'ambiente ipogeo, estremamente sensibile e delicato: per fare un esempio, l'impianto di illuminazione, costituito da un sistema di luce diffusa e dislocata lungo il percorso, è regolato in modo da attivarsi solo al passaggio dei visitatori, al fine di attenuare gli effetti sul mondo sotterraneo.

Cinque Terre

E' importante sottolineare che le Cinque Terre non sono identificabili come una classica meta turistica...in particolare a Manarola e Corniglia tutto è rimasto come un tempo, per nulla adattato alla nuova vocazione turistica di queste località; la vita degli abitanti è solo marginalmente influenzata dal turismo. Questo è senza dubbio il punto di forza delle Cinque Terre: una dimensione diversa, lontana dagli stress delle città e allo stesso tempo lontana dai paradisi turistici dell' "all inclusive" dove tutto è attentamente pianificato ed organizzato. Naturalmente questa unicità impone dei sacrifici: la difficoltà degli spostamenti, la scomodità del parcheggio, la carenza di servizi, i faticosi sali-scendi...

Le Cinque Terre in definitiva non sono per tutti; non per chi ama (ed è peraltro un rispettabilissimo punto di vista) esclusivamente una vacanza comoda e servita... non vogliamo correre il rischio che il turista possa attendersi qualcosa di diverso dalla realtà; sappiamo però che chi ama veramente le Cinque Terre non le vorrebbe diverse da come sono.

Firenze

In una ridente conca orlata da verdeggianti colline e attraversata dall'Arno, sorge Firenze. Città-capolavoro per eccellenza, colma di monumenti, edifici storici e artistici, gallerie, musei, Firenze esprime tutto lo splendore della sua antica civiltà. Consumata la rituale passeggiata lungo i monumenti e i musei del centro storico, dalle tante terrazze naturali che la circondano (Forte di Belvedere, Piazzale Michelangelo, Chiesa di S. Miniato, Fiesole) suggestiva è la vista: una massa unica e compatta di tetti rossi, da cui svettano torri e campanili e in cui si riconoscono i monumenti e il fiume attraversato da bei ponti.

Grande richiamo rappresentano anche le attività artigianali (lavori in paglia e cesteria), la gastronomia, con tutti i piatti saporiti della cucina toscana, e le manifestazioni culturali e folcloristiche (dallo Scoppio del Carro al Maggio Musicale, dalla Fiera degli Uccelli al Festival Cinematografico dei Popoli).

Firenze è una tappa obbligatoria per quanti, italiani e stranieri, viaggino con intelligenza e curiosità apprezzando quanto di bello è stato creato ieri per la vita di oggi. Firenze è una di quelle città che non ci si stanca mai di vedere e rivedere.

Garfagnana

Al limite nord della Regione Toscana, la Garfagnana è una valle ricca di storia e di tradizioni, vicinissima a importanti centri storici come Lucca, Pisa e Firenze. Questa vallata, generata dal fiume Serchio e dai suoi affluenti, è uno scrigno pieno di tesori naturalistici, racchiusi tra la catena delle Alpi Apuane e l'Appennino Tosco-Emiliano. Dal contrasto tra questi due ambienti, non solo morfologicamente, ma anche socialmente e tradizionalmente diversi, nasce un insolita gamma di immagini e di colori.

Questo è l'ambiente ideale per chi vuole vivere a contatto diretto con la natura riscoprendo contemporaneamente la storia di una valle e la tradizionale ospitalità dei suoi abitanti. Scoprire la Garfagnana a cavallo, a piedi, in mountain bike, significa ripercorrere, seguendo i sentieri e le vecchie mulattiere, la storia di queste montagne.

Grotta del Vento

Circa 200 milioni di anni fa, sul fondo di un mare che potremmo far corrispondere all'attuale Tirreno, iniziarono a depositarsi enormi quantità di gusci di conchiglie, di formazioni coralline, di scheletri di pesci, di sabbie, di fanghiglie e di carbonato di calcio precipitato chimicamente per evaporazione dell'acqua. Questi detriti, sebbene in quantità e composizioni diverse, continuarono ad accumularsi, strato su strato, per almeno 170 milioni di anni, formando una massa di migliaia di metri di spessore. L'enorme peso di tale accumulo provoco la compressione e la cementazione dei vari elementi, trasformandolo lentamente in roccia calcarea.

Attorno ai venti milioni di anni fa, forti spinte (movimenti orogenetici), legate alla deriva dei continenti, provocarono il sollevamento di questa massa rocciosa che, fratturandosi intensamente a causa delle potenti sollecitazioni ricevute, emerse dal mare, e formò lentamente le attuali montagne.

L'acqua piovana, precipitando sulla superficie crepacciata della montagna, venne inghiottita immediatamente nel sottosuolo, dove vari rivoli d'acqua si unirono per formare quei ruscelli, quei torrenti e quei fiumi sotterranei che, percorrendo per milioni di anni le fessure, le hanno progressivamente ampliate, trasformandole in quella fitta rete di cunicoli, gallerie, pozzi e sale che costituiscono il complesso sotterraneo della "Grotta del Vento".

Lucca

La nota città d'arte è racchiusa entro il cerchio alberato delle mura cinquecentesche, al di sopra delle quali si vedono emergere numerose vetuste torri: quella rossa chiomata dei Guinigi, la Torre dell'Ore ed altre ancora, oltre ai campanili merlati delle chiese.

All'interno della cinta muraria una città affascinante ricca di tesori incomparabili. Antiche anguste vie fiancheggiate da alti palazzi in cotto o in pietra dove si aprono leggiadre viuzze fiorite di gerani, piazzette appartate con fontane zampillanti, aurea luminescenza di mosaici bizantini, giardini chiusi da cancellate di ferro popolati di statue, ed alto nel sole, lo scintillare dei marmi preziosi e policromi delle chiese monumentali incombenti su grandi piazze popolose: San Michele, San Frediano e la Cattedrale di S. Martino, nel cui interno, in un prezioso tempietto è custodito e venerato il "Volto Santo" e più in là, nella penombra silenziosa, riposa Ilaria del Carretto, chiusa nel bianco sarcofago di Jacopo delle Quercia.

Pietrasanta

Capoluogo storico e artistico della Versilia, Pietrasanta fa fede alla sua tradizione mostrando esempi di architettura religiosa, militare e civile. Vanto indiscusso della città è la suggestiva piazza del Duomo dominata dalla Rocca di Sala (XIV sec.) che, dall'omonima collina, emerge, col suo bastione e le mura merlate, da una fitta selva di olivi.

Punto nevralgico del centro storico, sulla piazza si affacciano, oltre al Duomo di San Martino (XIV sec.) col suo rosso campanile di mattoni, la chiesa di Sant'Agostino (XIV sec.), la Torre delle Ore (XVI sec.), sobri edifici tra cui Palazzo Pretorio (XIV sec.), Palazzo Panichi (o Carli) (XV sec.) e la Rocchetta Arrighina (XIV sec.) e Palazzo Moroni (XVI sec.). La piazza è poi abbellita dalla Fonte del Marzocco (XV I sec.), dalla colonna della Libertà (XVI sec.) e dal monumento a Leopoldo II (XIX sec.).

Altri importanti edifici del centro cittadino sono: le chiese di Sant'Antonio Abate (XIV sec.) che ospita due grandi affreschi di Fernando Botero, e di San Francesco (XV I sec.) e il Palazzo della Posta Vecchia (XVI sec.). Il complesso monumentale della chiesa di Sant'Agostino, con l'attiguo ex convento dei padri agostiniani, è luogo di importanti mostre, di un'intensa attività convegnistica e sede del Centro Culturale "Luigi Russo" che ospita la biblioteca comunale "G. Carducci", il Centro studi giardini storici e contemporanei e il Museo dei Bozzetti. L'originalissimo Museo dei Bozzetti testimonia del ruolo ormai consolidato assunto da Pietrasanta come punto di riferimento internazionale per quanti coltivano l'arte della scultura.

Pisa

Posta a pochi chilometri dal mare, al termine di una lunga e fertile pianura fluviale, quella dell'Arno, Pisa è al centro di un'area caratterizzata da un ambiente naturale che ha ben pochi paragoni, costituito dai grandi boschi litoranei dove dominano i sentori del pino e del salmastro, oggi racchiusi in un Parco Naturale che li tutela.

Coltano, Tombolo, Migliarino, San Rossore, ma anche Marina di Pisa e Tirrenia sono i capitoli di questo ambiente che fa di Pisa un "unicum" non soltanto nel panorama toscano. Antico porto romano e grande repubblica marinara, Pisa oggi non è più sul mare, ma il suo passato splendore è ancora vivo nei suoi monumenti, carichi di arte e di storia. Le viuzze strette che si aprono in pittoresche piazzette con variopinti mercati, i nobili lungarni con gli splendidi e maestosi palazzi, l'affascinante Piazza dei Cavalieri e la Piazza dei Miracoli, uno dei complessi monumentali più famosi del mondo con il Duomo, il Battistero, il Camposanto e la celeberrima Torre Pendente, emblema della città.

Pisa, oltre ad annoverare una quantità enorme di tesori d'arte, è una città di antichissime tradizioni culturali: patria del Galileo, vanta un'università fra le più antiche e famose del mondo. Città di campanili e di chiese, uniche e inconfondibili per il loro purissimo stile romanico, Pisa si offre al visitatore anche con una serie di manifestazioni folkloristiche. Notevoli la Stagione Musicale, la grandiosa Regata Storica, il Gioco del Ponte e la Luminara, una fantastica illuminazione a cera dei Lungarni che si effettua ogni anno il 16 Giugno, vigilia della ricorrenza del patrono della città, San Ranieri.

San Gimignano

San Gimignano si erge con il profilo delle sue torri, su di un colle (m.334) a dominio della Val d'Elsa. Sede di un piccolo villaggio etrusco del periodo ellenistico (III-II sec. a.C.) inziò la sua storia intorno al X secolo prendendo il nome del Santo Vescovo di Modena: San Gimignano, che avrebbe salvato il borgo dalle orde barbariche. Ebbe grande sviluppo durante il Medioevo grazie alla via Francigena che lo attraversava. Tant'è che San Gimignano ebbe una straordinaria fioritura di opere d'arte che adornarono chiese e conventi.

Nel 1199 divenne libero comune, combattè contro i Vescovi di Volterra ed i comuni limitrofi, patì lotte intestine dividendosi in due fazioni al seguito degli Ardinghelli (guelfi) e dei Salvucci (ghibellini). L'otto maggio 1300 ospitò Dante Alighieri, ambaciatore della lega guelfa in Toscana. La terribile peste del 1348 ed il successivo spopolamento gettarono San Gimignano in una grave crisi. La cittadina dovette perciò sottomettersi a Firenze. Dal degrado e abbandono dei secoli successivi si uscì soltanto quando si cominciò a riscoprire la bellezza della città, la sua importanza culturale e l'originaria identità agricola.

Siena

Siena passionale e contemplativa, sempre in salita e sempre in discesa, limpida e oscura. Dai chiassi più ripidi e stretti, il rosso della Piazza del Campo si affaccia accecante e improvviso. Nei vicoli, nei musei e negli oratori di Contrada i canti propriziatori del Palio evocano riti antichissimi e moderne allegorie, mentre lo scalpiccio delle suole sul selciato deserto, la sera, fa da contrappunto alla quiete delle vallate verdi previdentemente racchiuse dagli antichi amministratori, con secoli di anticipo sui tempi, entro le mura.

Il Duomo e lo straordinario panorama dal Facciatone. La Sala del Pellegrinaio in Santa Maria della Scala, la Libreria Piccolomini e la prestigiosa Accademia Chigiana. Grandi spazi nella fortezza medicea, che nelle sue viscere , all'Enoteca Italiana, nasconde i vini più preziosi di Siena, della Toscana e della penisola. Trattorie odorose, dolci speziati, rumori di artigiani, fonti che risciacquano. Fontebranda e il mistero della Diana, mitico fiume sotteraneo di Siena. Le alchimie geometriche della Piazza, suggestioni neogotiche e catarsi popolari. Ecco perchè "Più di chiunque altro Siena ti apre il cuore", come recita una famosa iscrizione sulla Porta di Camollia.

Strade del Vino - Chianti

II Chianti si estende in una vasta zona di campagna tra Firenze e Siena, delimitata dai fiumi Arno, Elsa, Ombrone e Arbia. Nelle colline si produce il vino omonimo, in mezzo a vigneti di alto pregio e a borghi pieni di storia. Con la denominazione Chianti, in documenti del XIII secolo, si va a designare una zona, formata dai territori di Radda, Gaiole e Castellina, che si trovava sotto la giurisdizione della citta di Firenze. Questa terra di frontiera fu spesso teatro di epiche battaglie come testimoniano gli innumerevoli castelli e pievi fortificate.

Con il diffondersi dell'agricoltura moderna ville e case coloniche hanno occupato le campagne e sono divenute dapprima centri dell'economia mezzadrile ed oggi moderne aziende di produzione vinicola. Una fitta rete di interessi ruota intorno al bene principale, il vino. La zona di produzione del vino Chianti è molto estesa. Da Firenze ad Arezzo si suddivide in Chianti Classico, Montalbano, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colli Aretini, Colline Pisane e Pistoiesi.

Il più conosciuto, il Chianti Classico, si ottiene in Provincia di Siena, nei Comuni di Castellina, Gaiole, Radda, Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi. Le uve utilizzate sono il sangiovese, il canaiolo, la malvasia, il trebbiano, la cui lavorazione avviene nelle moderne e attrezzate cantine. Il Chianti è un mondo a parte, un "paradiso" terrestre apprezzato e conosciuto in tutto il mondo.

Cave di Marmo

Sulle Alpi Apuane le spettacolari cave di marmo riflettono un'immagine suggestiva. Qui la preziosa pietra bianca viene estratta fin dall'epoca dei romani. Da allora è utilizzata per impieghi di ogni genere: dai semplici oggetti alle più famose opere d'arte e d'architettura. In passato blocchi di marmo venivano trasportati con un'antica tecnica manuale: la “lizzatura”, rievocata ogni anno, grazie al coraggio e all'abilità degli ultimi lizzatori viventi

Nei laboratori artistici di Carrara, museo del marmo e in esibizioni all'aperto, si può vedere da vicino la storia e la lavorazione del marmo. Catena di creste montuose che si stagliano nitide e imponenti sul resto dell'Appennino. Questo paesaggio con i suoi luoghi qua e là ancora intatti e le cave che ne scolpiscono i pendii, ha almeno duemila anni.